
I dati elaborati da Unioncamere e dal suo Centro Studi Tagliacarne attestano che favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro è un vero e proprio motore di competitività e crescita economica per le aziende. A conferma di ciò, nel 2026 il 35% delle imprese, che investono in interventi per il benessere dei lavoratori e in una migliore gestione dei tempi di vita e di lavoro, dichiara un aumento del fatturato rispetto all'anno precedente (contro il 22% di chi non realizza tali investimenti).
A tal riguardo, Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, mettono in campo un investimento strategico per la crescita tramite un intervento da 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende nell’adozione di una nuova certificazione strutturata proprio intorno alla conciliazione vita familiare-lavoro.
La Certificazione Conciliazione vita familiare-lavoro (UNI/PdR 192:2026) aiuta le imprese a trasformare il benessere delle famiglie in un vantaggio competitivo, ovvero, a rendere le politiche di conciliazione parte integrante dei propri processi organizzativi, attraverso un sistema strutturato, verificabile e orientato al miglioramento continuo.
La Prassi definisce i requisiti per le organizzazioni che vogliono certificare l’adozione di misure a favore della conciliazione vita familiare-lavoro. La certificazione riguarda quindi il welfare aziendale, ma anche la capacità dell'organizzazione di pianificare, attuare, monitorare e migliorare nel tempo le proprie politiche di conciliazione. Per ottenere la certificazione, l'impresa deve dimostrare di aver adottato un sistema strutturato che comprenda:
Le seguenti 7 aree di valutazione riguardano gli indicatori di performance (KPI), che insieme ai requisiti del sistema di gestione, concorrono alla valutazione di conformità:
Per rendere più accessibile la certificazione, soprattutto per le micro, piccole e medie imprese, riducendo l'impatto economico e organizzativo del percorso, sono stati attivati dei contributi e servizi specialistici.
I contributi – con una riserva del 60% per le MPMI – coprono in forma di servizi gratuiti sia l'assistenza e accompagnamento tecnico-gestionale, sia i costi per il rilascio della certificazione da parte di enti accreditati, fino a un massimo di 12.000 euro per azienda.
Le domande di contributo possono essere presentate fino alle ore 16:00 del 31 marzo 2027 tramite la piattaforma Restart di Infocamere con procedura a sportello, previo completamento di un test di autovalutazione online.
Per maggiori dettagli consultare il sito dedicato di Unioncamere.