Misure di sostegno per imprese - Emergenza COVID-19

MISURE REGIONALI

SOSPENSIONE PAGAMENTO DELLA QUOTA CAPITALE DELLE RATE DI MUTUI AGEVOLATI

Il disegno di legge, presentato dalla Giunta regionale della Valle d’Aosta il 22 marzo 2021 (legge 19) e approvato dal Consiglio regionale l’8 aprile 2021, prevede la sospensione per ulteriori 18 mesi della quota capitale delle rate di mutui agevolati previsti da leggi regionali a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese, in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il disegno di legge dispone, su domanda degli interessati, la sospensione fino al 30 ottobre 2022 del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui agevolati, in scadenza tra l'1 maggio 2021 e il 31 ottobre 2022, stipulati da persone fisiche o imprese con Finaosta o con le banche convenzionate, con corrispondente prolungamento dei piani di ammortamento.

Rispetto alla precedente sospensione ci sono due novità introdotte:

  1. l'inclusione tra i beneficiari delle aziende costituite dopo il 2019, scollegate quindi dal requisito della riduzione del volume d'affari nel 2020 rispetto al 2019;
  2. la possibilità di allungare anche di cinque anni il periodo di ammortamento del debito.

La sospensione non è automatica. La domanda va presentata entro il 5 del mese della prima rata in scadenza (per maggio 2021 c'è tempo fino al 19 aprile prossimo) e sarà sottoposta a verifica.

La sospensione può essere richiesta:

  • dall'intestatario del mutuo (o da uno dei cointestatari) che nei due anni precedenti ha perso il lavoro subordinato a tempo indeterminato o cessato involontariamente il rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato, anche stagionale;
  • da autonomi, liberi professionisti e imprese che hanno subìto una riduzione del 33% almeno del volume d'affari tra l'1 /03/ 2020 e il 28 /02/ 2021 rispetto allo stesso periodo 2019 - 2020.
  • tra le altre condizioni previste c'è anche il caso di morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza.

Rimangono esclusi dalla misura i soggetti e le aziende con crediti deteriorati dal 29 febbraio 2019. Una limitazione dovuta ai vincoli sugli aiuti di Stato e al fatto che Finaosta non dispone di fondi infiniti.

Con riferimento ai mutui agevolati per l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile aziendale, la riduzione del volume d’affari può essere computata tenendo conto anche del volume d’affari dell’impresa che non è parte mutuataria se riconducibile all’unico soggetto portatore di interessi economici sia per la società sia per le persone fisiche; rientrano così nell’ambito di applicazione delle sospensioni il mutuatario proprietario dell’immobile aziendale o che gestisce l’azienda di cui l’immobile fa parte sia nel caso in cui il controllo sia detenuto dalla parte mutuataria sia nel caso in cui il controllo sia detenuto dal gestore.

Una prossima deliberazione di Giunta definirà le ulteriori modalità di attuazione della legge.

ACCESSO AL CREDITO

Legge Regionale n. 4 del 25 marzo 2020 art.3, Legge Regionale n.5 del 21 aprile 2020 art.4, Deliberazione di Giunta della Camera valdostana delle imprese e delle professioni n.22 del 28 aprile 2020

Istituzione, da parte della Regione autonoma Valle d’Aosta e della Camera valdostana delle imprese e delle professioni, di un fondo rischi di euro 5.500.000 costituito presso Alpifidi e Confidi Centro Nord per favorire l’accesso al credito delle PMI e dei liberi professionisti

Interventi finanziabili:

a) Investimenti produttivi e infrastrutturali, di importo minimo pari a 10.000 € e massimo pari a 1.500.000 € per singolo debitore.
b) Fabbisogni di capitale circolante, scorte e liquidità
c) Riequilibrio finanziario per la rinegoziazione dei prestiti esistenti, estinzione di linee di credito e adozione di piani di rientro dell'indebitamento, fatta eccezione per le imprese in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019. (come da Reg. UE n.651/2014 art.2 paragrafo 18).

Per gli interventi b) e c) gli importi minimi sono di 5.000 €, mentre gli importi massimi sono di 250.000 €, e in ogni caso non superiori al 25% del fatturato.

Durata degli interventi:

Finanziamenti: durata massima di 120 mesi per investimenti produttivi e infrastrutturali e riequilibrio finanziario, ovvero aventi durata massima di 60 mesi per fabbisogni di capitale circolante, scorte e liquidità; con possibilità di preammortamento fino a 12 mesi.

Fidi breve termine: 18 mesi e un giorno con possibilità di preammortamento fino a 9 mesi.

I soggetti beneficiari accedono agli interventi sostenendo esclusivamente le commissioni di gestione e non quelle di rischio.

La garanzia complessiva per ciascun operazione è pari al 90% dell'importo finanziato

I confidi assegnatari delle risorse si impegnano a rilasciare delle nuove garanzie con rischio a valere sui Fondi pubblici per un ammontare pari ad almeno 3 volte l’importo delle risorse ricevute che andranno ad integrarsi con la parte di rischio a carico del Confidi.

Presentazione delle domande a:

Alpifidi
Avenue du Conseil des Commis, 32 - 11100 Aosta
Telefono: +39 0165 34 127 / 267889
E-mail: info@alpifidi.it
www.alpifidi.it

Confidi Centro Nord
Via Festaz 79, 11100 Aosta
Tel 0165 548588
E-mail segreteria@confidicentronord.it
www.confidivalledaosta.it

MISURE NAZIONALI - DECRETO SOSTEGNI

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER IMPRESE E PROFESSIONISTI

Contributo a fondo perduto per i soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione, nonché per gli enti non commerciali e del terzo settore, senza più alcuna limitazione settoriale o vincolo di classificazione delle attività economiche interessate (ATECO). Per tali interventi, lo stanziamento complessivo ammonta a oltre 11 miliardi di euro e sono rivolti a chi perso almeno il 30% del fatturato medio mensile rispetto al 2019.

Sono ammesse imprese con ricavi fino a 10 milioni di euro.

Il contributo è pari a una percentuale del calo di fatturato medio mensile registrato nel 2020 rispetto al 2019 diviso su cinque fasce di ristoro basate sul fatturato 2019:

  • 60% della perdita media mensile per fatturati inferiori a 100.000 euro
  • 50% per fatturati fra 100.000 e 400.000 euro
  • 40% per fatturati fra 400.000 e 1 milione di euro
  • 30% per fatturati fra 1 e 5 milioni di euro
  • 20% per fatturati fra 5 e 10 milioni di euro

Gli aiuti saranno compresi fra un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche, 2.000 euro per le persone giuridiche e un massimo di 150.000 euro per beneficiario.

Per le start up che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni spetta a prescindere dalla circostanza che essi abbiano registrato un calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto alla corrispondente media del 2019. Con il provvedimento n. 82454 del 29 marzo 2021, l’Agenzia delle Entrate ha modificato le istruzioni per il calcolo del contributo, previste dal provvedimento del 23 marzo 2021. Ai fini della quantificazione del contributo, per tali soggetti la percentuale di calo indennizzabile è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di azione della partita IVA.In ogni caso restano fermi il limite massimo di ricavi o compensi per l'ammissione al beneficio (10 meuro) e gli importi minimi e massimi del contributo.

Esempio calcolo per START UP:
Persona fisica che ha aperto partita IVA a febbraio 2019. In tal caso, dunque, occorre considerare il fatturato medio del periodo marzo 2019 – dicembre 2019 (il mese di febbraio non deve essere considerato in applicazione del chiarimento dato nel Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 marzo 2021). Si considerino, dunque, i seguenti dati:

  • Fatturato 2019 (marzo – dicembre) = 128.000 euro
  • Fatturato 2020 (gennaio – dicembre) = 120.000 euro
  • Media mensile fatturato 2019 = 128.000 / 10 = 12.800 euro
  • Media mensile fatturato 2020 = 120.000 / 12 = 10.000 euro

In questo caso è rispettato il requisito secondo cui i ricavi e i compensi relativi all’anno 2019 non devono i 10 milioni di euro e non è richiesto il requisito secondo cui la media mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 deve risultare inferiore almeno del 30% rispetto a quella del 2019
Differenza media mensile = 12.800 – 10.000 = 2.800 euro
La percentuale da applicare a tale differenza, per il calcolo del contributo, è del 50% poiché il fatturato 2019 è compreso tra 100.000 euro e 400.000 euro. Pertanto:
Contributo fondo perduto spettante = 2.800 x 50% = 1.400 euro

Presentazione domande: modulo da presentare on line all’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28 maggio 2021. Sempre via web il contribuente potrà avvalersi degli intermediari che ha già delegato per il suo Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche e sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Spid, Cie o Cns oppure Entratel dell’Agenzia.

A scelta irrevocabile del contribuente, il beneficio può essere riconosciuto sotto forma di contributo diretto o di credito d’imposta.

Maggiori informazioni nella scheda riassuntiva dell'Agenzia delle Entrate

Sito dell'Agenzia delle Entrate per dettagli e presentazione delle domande: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/contributo-a-fondo-perduto-ds

MISURE FISCALI
  • Cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 5.000 euro del periodo 2000-2010 per i soggetti con reddito inferiore a 30.000 euro. L’importo delle cartelle è comprensivo di capitale, interessi e sanzioni. L’annullamento avverrà alla data del 30 aprile 2021

  • Definizione agevolata degli avvisi bonari sui periodi di imposta 2017 e 2018 per i soggetti che hanno subito un calo del volume d’affari del 30% rispetto al 2019

  • Proroga della sospensione delle attività di riscossione coattiva fino al 30 aprile 2021

SOSTEGNO ALLE ATTIVITÀ D'IMPRESA DI SPECIFICI SETTORI
  • FONDO PER LA MONTAGNA: 700 milioni per il sostegno alla filiera della montagna, con una quota destinata ai maestri di sci. Il fondo verrà istituto presso il Mef e verrà ripartito in base a un decreto del ministero del Turismo da emanare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DL sostegni. Destinatari saranno “soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico“. Almeno il 70% dei fondi deve andare ai comuni in base a quanti ski-pass erano stati venduti nel 2019. La parte restante deve andare ai comuni del medesimo comprensorio sciistico di quelli individuati con il criterio dei biglietti di risalita venduti, proporzionalmente al fatturato degli esercizi commerciali registrato nel periodo 2017-2019 e ai maestri di sci e alle scuole di sci, sempre proporzionalmente ai ricavi registrati nel 2017-2019. Come per i contributi a fondo perduto generalizzati, anche per questi specifici per la montagna si prevede un limite massimo di 150 mila euro e un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società (anche per le startup del 2020). Il contributo è esentasse e in alternativa si può scegliere di incassarlo come credito d'imposta.
  • aumento da 1 a 2,5 miliardi dello stanziamento per il Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti che nel 2020 hanno subito un calo del reddito superiore al 33% rispetto al 2019;
  • un sostegno alle attività didattiche a distanza o integrate;
  • il rifinanziamento dei fondi previsti dalla legislazione in vigore per cultura, spettacolo, cinema e audiovisivo;
  • il rifinanziamento dei fondi per la funzionalità delle forze di polizia e delle forze armate;
  • un sostegno dedicato alle imprese del settore fieristico;
  • un fondo da 200 milioni di euro per il sostegno allo sviluppo e alla produzione di nuovi farmaci e vaccini per fronteggiare le patologie infettive in ambito nazionale: ricerca e riconversione industriale del settore biofarmaceutico verso la produzione di nuovi farmaci e vaccini
  • un fondo da 200 milioni di euro, presso il Ministero dello sviluppo economico, per il sostegno alle grandi imprese in crisi a causa della pandemia, con l’esclusione di quelle del settore bancario e assicurativo; il fondo consente di intervenire attraverso la diretta concessione di prestiti, quale strumento di sostegno ulteriore rispetto a quelli già vigenti, che prevedono la concessione di garanzie pubbliche. Tale fondo è finalizzato a garantire continuità alle imprese dai 250 dipendenti in su, che hanno un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni, attraverso la concessione di finanziamenti agevolati rimborsabili in 5 anni.
  • l’istituzione, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, di un Fondo da 200 milioni di euro per l’anno 2021, da ripartire tra Regioni e Province autonome sulla base della proposta dagli stessi enti, da destinare al sostegno delle categorie economiche particolarmente colpite, incluse le attività commerciale o di ristorazione operanti nei centri storici e le imprese operanti nel settore dei matrimoni e degli eventi privati;
  • per l’anno 2021 è previsto il 30% in meno del pagamento del Canone RAI per le strutture ricettive e per le attività che somministrano al pubblico alimenti e bevande, ma anche un credito di imposta pari al 30% di quanto pagato a chi ha già effettuato il bonifico
  • l’ulteriore finanziamento, del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Per il sostegno alle imprese, è inoltre previsto uno stanziamento di 600 milioni di euro diretto a ridurre i costi fissi delle bollette elettriche delle imprese per i mesi di aprile, maggio e giugno 2021.​

MISURE PER LAVORO E CONTRASTO ALLA POVERTÀ
  • la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno 2021 per le imprese che possono usufruire della CIGO, per tutte le altre imprese fino al 31 ottobre 2021.

  • la proroga della Cassa integrazione guadagni: 13 settimane dal 1 aprile 2021 al 30 giugno 2021 senza pagamento del contributo addizionale. Cassa in deroga+assegno ordinario: 28 settimane dal 1 aprile 2021 al 31 dicembre 2021 senza pagamento del contributo addizionale. CISOA: 120 giorni nel periodo che va dal 1 aprile 2021 al 31 dicembre 2021.

  • il rifinanziamento, per 400 milioni di euro, del Fondo sociale per occupazione e formazione;

  • una indennità di 2.400 euro per i lavoratori stagionali e a tempo determinato e di importo variabile tra i 1.200 e i 3.600 euro per i lavoratori sportivi;

  • il rifinanziamento nella misura di 1 miliardo di euro, del fondo per il Reddito di Cittadinanza, al fine di tenere conto dell’aumento delle domande;

  • il rinnovo, per ulteriori tre mensilità, del Reddito di emergenza e l’ampliamento della platea dei potenziali beneficiari;

  • l’incremento di 100 milioni di euro del Fondo straordinario per il sostegno degli enti del terzo settore;

  • la proroga degli interventi per i lavoratori in condizioni di fragilità.

  • al fine di facilitare il rinnovo dei contratti in scadenza e consentire ai datori di lavoro di effettuare le assunzioni stagionali e prorogare la durata dei contratti, il Decreto Sostegni ha confermato per tutto il 2021 la deroga sulle causali dei contratti a tempo determinato. Il datore di lavoro può, dunque, rinnovare e prorogare i contratti a termine, per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta senza indicare le causali ordinariamente previste, fermo restando il limite massimo di durata pari a 24 mesi.

ESTENSIONE DEL TEMPORARY FRAMEWORK

Il decreto inoltre adegua, con riferimento agli aiuti di stato alle imprese, la normativa italiana ai nuovi tetti del Temporary Framework comunitario. Il limite generale sale da 800mila euro a 1,8 milioni di euro, quello per l’agricoltura tocca i 225mila euro (in precedenza erano 100 mila), mentre per il settore della pesca si passa da 120mila a 275mila euro. Il massimale per gli aiuti a copertura dei costi fissi non coperti da entrate passa da 3 a 10 milioni di euro ma è riservato a chi ha avuto nel 2020 una perdita di fatturato di almeno il 30% rispetto al 2019.

Scarica le Slide del Decreto Sostegni
Testo del Decreto Sostegni https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/03/22/21G00049/sg
 

ALTRE MISURE NAZIONALI

FONDO CENTRALE DI GARANZIA – MEDIO CREDITO CENTRALE

Strumento agevolativo del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) gestito da Mediocredito centrale, volto a sostenere le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario perché non dispongono di sufficienti garanzie.

Beneficiari:

  • piccole e medie imprese, incluse le imprese artigiane, presenti sul territorio nazionale.
  • consorzi e società consortili costituiti tra piccole e medie imprese e le società consortili miste;
  • professionisti iscritti agli ordini professionali e quelli aderenti alle associazioni professionali.
  • small mid cap (imprese con un numero di dipendenti fino a 499) introdotte dal DL Liquidità

Limitatamente ai finanziamenti fino a 30.000 euro:

  • persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, ivi comprese le associazioni professionali e le società tra professionisti
  • persone fisiche esercenti attività di cui alla sezione K del codice ATECO ovvero tutti gli operatori del credito agenti in Attività Finanziaria e Collaboratori (broker, agenti e subagenti di assicurazione ecc.)
  • società di agenti in attività finanziaria, società di mediazione creditizia
  • enti del Terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, esercenti attività di impresa o commerciale, anche in via non esclusiva o prevalente o finalizzata all'autofinanziamento.

Fatte salve le attività svolte da broker, agenti e subagenti di assicurazione, non è ammissibile il solo settore delle attività finanziarie.
L’intervento del Fondo di garanzia è esteso anche alle imprese agricole senza necessità dell’intervento di Ismea.
Anche le startup possono accedere alle garanzie previste dal Fondo
Sono, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” ai sensi della disciplina bancaria.

Come funziona: concessione di una garanzia pubblica che si affianca, e spesso si sostituisce, alle garanzie reali portate dalle imprese. Con l’eccezione dei finanziamenti fino a 30 mila euro che prevedono un tetto massimo di tassi e commissioni, il Fondo non interviene direttamente nel rapporto tra banca e cliente. Ma sulla parte garantita dal Fondo non possono essere acquisite garanzie reali, assicurative o bancarie.
Ai fini dell’accesso al Fondo, non sono valutate le informazioni di tipo andamentale della Centrale dei rischi.
L’intervento riguarda tutti i tipi di operazioni, a breve e medio-lungo termine, sia per iniettare liquidità nelle casse delle imprese, sia per permettere investimenti, con le seguenti coperture:

  • 100% (sia per garanzia diretta sia per riassicurazione) per operazioni finanziarie:
    • di importo fino a 30.000 euro e comunque non superiore al doppio della spesa salariale annua o al 25% del fatturato
    • con durata massima di 15 anni a condizione che il rimborso della quota capitale non inizi prima di 24 mesi dall'erogazione
  • 90% (sia per garanzia diretta sia per riassicurazione) per operazioni finanziarie:
    • a fronte di liquidità o di investimento
    • con durata massima di 6 anni
    • di importo non superiore al doppio della spesa salariale annua o al 25% del fatturato
      Senza valutazione andamentale.
    Per operazioni finanziarie di importo fino a 800 mila euro è possibile combinare l’intervento del Fondo con una garanzia del 10% rilasciata da un confidi, a valere su risorse proprie, al fine di ottenere una copertura del 100% del finanziamento.
  • 80% per la garanzia diretta e 90% per la riassicurazione (su garanzie rilasciate da confidi non superiori all’80% del finanziamento) per tutte le operazioni che non rientrano nei precedenti punti. Con tetto a 5 milioni di euro di importo garantito. Senza valutazione andamentale.
    Per queste operazioni finanziarie è possibile combinare l’intervento del Fondo con una garanzia del 20% rilasciata da un confidi, a valere su risorse proprie, al fine di ottenere una copertura del 100% del finanziamento. In quest'ultimo caso possono accedere al finanziamento le imprese fino a 499 dipendenti, che abbiano ricavi fino a 3,2 milioni. Il limite di 499 dipendenti per accedere ai finanziamenti è determinato sulla base delle unità di lavoro-anno rilevate per l’anno 2019.

Importi massimi: in tutti i casi l'importo del prestito garantito non può superare il 25% dell’ammontare dei ricavi del beneficiario, risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata. Per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019 va dimostrato tramite idonea documentazione, come ad esempio un'autocertificazione.

Sono ammessi a garanzia, gratuitamente e senza valutazione, i finanziamenti a favore di persone fisiche che esercitano l’attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 (finanziamenti inferiori a 18 mesi fino a 3.000 euro di importo).

Tasso: nel caso di garanzia diretta del Fondo, è applicato al finanziamento un tasso di interesse, e, nel caso di riassicurazione, un premio complessivo di garanzia che tiene conto della copertura dei soli costi di istruttoria e di gestione. Comunque il tasso o il premio non deve essere superiore al tasso di rendimento medio dei titoli pubblici (Rendistato) con durata analoga al finanziamento, maggiorato dello 0,20%, come stabilito in commissione.

Presentazione domande: l'impresa o il professionista non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo, ma deve rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento chiedendo che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda.
In alternativa, può rivolgersi a un Confidi accreditato che garantisce l'operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo.
In Valle d’Aosta tutte le banche possono fare questa operazione e i Confidi accreditati sono ALPIFIDI e CONFIDI CENTRO NORD.

Scadenza: 30 giugno 2021

Scarica la scheda di sintesi del Fondo di Garanzia
Sito dedicato al Fondo di Garanzia www.fondidigaranzia.it

NUOVE IMPRESE A TASSO ZERO

Misure volte a sostenere nuova imprenditorialità, in tutto il territorio nazionale, attraverso la creazione di micro e piccole imprese competitive a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l’accesso al credito.

Beneficiari: Micro e PMI localizzate su tutto il territorio nazionale, la cui compagine societaria sia costituita per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, o da donne. Le imprese devono essere costituite da non più di 12 mesi, non essere sottoposte a procedura concorsuale o in stato di liquidazione e non devono trovarsi nella situazione di aver ricevuto e successivamente non rimborsato aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

Finanziamento agevolato: finanziamento a tasso zero per un importo non superiore al 75 % della spesa ammissibile per programmi d’investimento non superiori a 1,5 milioni di euro relativi a:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone, in qualsiasi settore
  • commercio e turismo
  • attività riguardanti la filiera turistico-culturale o l’innovazione sociale.

La domanda si presenta solo on line: è necessario registrarsi ai servizi on line di Invitalia e poi accedere alla piattaforma web dedicata. Tutta la procedura è completamente digitale. L’esito della valutazione viene comunicato mediamente entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/nuove-imprese-a-tasso-zero

NUOVO FONDO A SOSTEGNO DELL’IMPRESA FEMMINILE

Con la legge di Bilancio 2021 è stato istituito un nuovo Fondo impresa femminile, con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, per promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori di imprenditorialità e lavoro tra le donne e massimizzare il loro contributo, quantitativo e qualitativo, allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Il Ministero dello sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministero per le pari opportunità e la famiglia, hanno il compito di stabilire i criteri e le modalità di accesso al fondo da parte degli enti privati, tramite un decreto, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge (01/01/2021). Inoltre, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2021, è stato istituito il “Comitato Impresa Donna”, presso il Ministero dello sviluppo economico, per garantire il corretto utilizzo delle risorse del fondo d’investimento.

Tipologie di interventi

  • Contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili, con particolare attenzione alle imprese individuali e alle attività libero professionali in generale e con specifica attenzione a quelle avviate da donne disoccupate di qualsiasi età;
  • Finanziamenti a tasso zero, finanziamenti agevolati, combinazioni di contributi a fondo perduto e finanziamenti per avviare e sostenere le attività di imprese femminili;
  • Incentivi per rafforzare le imprese femminili, costituite da almeno 36 mesi, sotto la forma di contributo a fondo perduto del fabbisogno di circolante nella misura massima dell’ottanta percento della media del circolante degli ultimi 3 esercizi;
  • Percorsi di assistenza tecnico-gestionale, per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa, anche attraverso un sistema di voucher per accedervi;
  • Investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start up innovative di cui all’art. 25 del D.L. n. 179 del 2012 e delle PMI innovative di cui all’articolo 4 del D.L. n. 3/2015, nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali;
  • Azioni di comunicazione per la promozione del sistema imprenditoriale femminile italiano e degli interventi finanziati attraverso le norme del presente articolo

Per maggiori informazioni https://startupitalia.eu/144362-20210112-nasce-il-fondo-a-sostegno-dellimpresa-tutta-al-femminile

FONDO PER LA SALVAGUARDIA DELLE IMPRESE E DEI LAVORATORI

Fondo di 300 milioni di euro attivato dal Ministero dello Sviluppo economico che acquisisce partecipazioni dirette di minoranza nel capitale di rischio di imprese in difficoltà economico-finanziaria. Le aziende che si candidano dovranno proporre un piano di ristrutturazione per garantire la continuità di impresa e salvaguardare l’occupazione, attivando capitali a sostegno dell’attuazione del piano stesso.

La gestione della misura è affidata a Invitalia, che effettua l’operazione di investimento unitamente e contestualmente a:

  • investitori privati indipendenti che apportino almeno il 30% delle risorse previste (nel caso di operazioni a favore di imprese in difficoltà non ai sensi degli orientamenti comunitari);
  • all’impresa proponente e/o ad altri investitori che garantiscano un contributo proprio pari ad almeno il 25% per le piccole imprese, 40% medie imprese e 50% grandi imprese (nel caso di operazioni a favore di imprese in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari).

L’intervento complessivo per ogni singola operazione non potrà superare i 10 milioni di euro. La durata della partecipazione sarà di 5 anni con condizioni per l’exit definite già nell’operazione di investimento. Le imprese che intendono richiedere l'accesso al Fondo devono aver prioritariamente avviato un confronto presso la struttura per la crisi d’impresa del Ministero dello Sviluppo economico, soddisfacendo inoltre almeno una delle seguenti condizioni:

  • essere titolari di marchi storici di interesse nazionale;
  • essere società di capitali con numero di dipendenti superiore a 250;
  • detenere beni e rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale, indipendentemente dal numero degli occupati.

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/fondo-salvaguardia-imprese

Si segnala anche il Sondaggio alle imprese valdostane sull'impatto della pandemia sul sistema economico regionale - Il report costituisce il resoconto dell’elaborazione dei dati raccolti, effettuata dalla Chambre Valdôtaine – Sportello SPIN2, con l’obiettivo di fornire un utile contributo per la messa in campo di interventi mirati a supportare le reali esigenze delle diverse realtà economiche - 6 marzo 2021.

Contatti

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Ultima modifica: Giovedì 29 Aprile 2021